Già, l’uomo è mortale, ma questo sarebbe il meno. Il guaio è che a volte muore all’improvviso. Ecco il punto. E in generale non può preverdere il mattino che cosa farà la sera.
M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita
Qualcosa comincia per finire: l’avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che con la sua morte.E verso questa morte, che magari sarà anche la mia, io sono trasportato senza ritorno. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile - e tuttavia non farò un gesto per impedirgli d’annullarsi. L’ultimo minuto che trascorro - a Berlino, a Londra - nelle braccia della donna incontrata due giorni prima - minuto che amo appassionatamente, donna che amo quasi - deve aver fine, lo so.Tra poco partitò per un altro paese. Non ritroverò mai più né questa donna né questa notte. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch’io non afferri, ch’io non fissi per sempre in me, nullla, né la fuggevole tenerezza di quei begli occhi, né i rumori della via, né la falsa chiarità dell’alba: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi.
E poi, d’un tratto, qualcosa rompe di netto. L’avventura è fnita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto; dietro di me, quella bella forma melodiosa affonda tutt’intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt’uno col principio. Seguendo con gli occhi questo punto d’oro penso che accetterei - anche se fossi stato in pericolo mortale, anche se avessi perduto una fortuna, un amico - penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un’avventura non si comincia né si prolunga.
Sì, è questo che io volevo - ahimè, questo è quello che voglio ancora. Mi procura tanta gioia una negra che canta, quale colmo di felicità non raggiungerei se fosse la mia vita stessa a formare la materia della melodia!
L’Idea è sempre lì, l’innominabile. Attende, pacificamente. Adesso sembra che dica: «Davvero? Era questo che volevi? ebbene, è precisamente questo che non hai mai avuto (ricordati: ingannavi te stesso con delle parole, tu chiamavi avventure falsi splendori di viaggio, amori di prostitute, risse, paccottiglie) ed è questo che non avrai mai - né tu, né alcun altro».
Ma perchè? Perchè?
Jean-Paul Sartre, La Nausea